NON VOGLIAMO I COLONNELLI
Matura in ambienti democratici una tendenza alla ripulsa della democrazia liberale e a contestare il regolare funzionamento delle istituzioni repubblicane. Guarda la puntata di "Qui Radio Londra" Il golpe è in quell'aria su cui soffia anche Repubblica Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner, Twitter o Facebook
10 AGO 20

http://www.ilfoglio.it/soloqui/8511Matura in ambienti democratici una tendenza alla ripulsa della democrazia liberale e a contestare il regolare funzionamento delle istituzioni repubblicane. L’ultima trovata è una “prova di forza dall’alto” che “congeli le Camere” e imponga “d’autorità una nuova legge elettorale” con l’aiuto, esplicitamente richiesto, degli apparati preposti alla tutela dell’ordine pubblico, Carabinieri e Polizia di stato (Alberto Asor Rosa, il manifesto, 13 aprile 2011). E questo è solo l’ultimo di numerosi e allarmanti pronunciamenti in favore di vie extraistituzionali al cambiamento di governo.
Abbiamo opinioni diverse, e in qualche caso opposte, sullo stato della democrazia in Italia, sulle politiche di governo e maggioranza, sulle decisioni in materia di giustizia e di legalità.
Abbiamo opinioni diverse, e in qualche caso opposte, sullo stato della democrazia in Italia, sulle politiche di governo e maggioranza, sulle decisioni in materia di giustizia e di legalità.
Ma giudichiamo estremamente gravi le soluzioni anticostituzionali invocate, anche in forme meno rozze, da alcuni leader d’opinione che mostrano di voler rinunciare all’unico metodo possibile di iniziativa e di lotta in una democrazia repubblicana europea e occidentale: la costruzione, nel conflitto ordinato e istituzionalmente normato, di una alternativa di governo fondata sul consenso dei cittadini.
Siamo convinti che occorra vigilare contro ogni impulso alla prova di forza e contro una torsione culturale verso la trasformazione della politica in intolleranza, chiusura settaria, demonizzazione del nemico, antidemocrazia comunque motivata o mascherata.
- Luigi Amicone (direttore di Tempi) Ritanna Armeni (editorialista del Riformista) Giovanni Belardelli (storico, editorialista del Corriere della Sera) Sergio Belardinelli (docente, animatore del progetto culturale della Cei) Alessandro Campi (docente universitario) Stefano Ceccanti (senatore del Pd) Franca Chiaromonte (senatrice del Pd) Raimondo Cubeddu (docente universitario) Stefano Fassina (responsabile economia del Pd) Domenico Delle Foglie (giornalista) Luca Diotallevi (docente universitario) Tommaso Edoardo Frosini (docente di Diritto pubblico a Napoli) Ruggero Guarini (scrittore) Massimo Introvigne (docente universitario) Giorgio Israel (docente universitario) Raffaele La Capria (scrittore) Claudia Mancina (docente universitario) Alessandro Maran (vicecapogruppo del Pd alla Camera) Enrico Morando (senatore del Pd) Lorenzo Ornaghi (rettore dell’Università Cattolica di Milano) Piero Ostellino (editorialista del Corriere della Sera, liberale) Giovanni Pitruzzella (docente di Diritto costituzionale a Palermo) Marco Tarquinio (direttore di Avvenire) Giorgio Tonini (senatore del Pd)